Si è sentito molte, troppe volte dire che la SEO è morta. Eppure, risultati alla mano, si può facilmente dimostrare come tale frase sia falsa.
Nell’arco delle mie collaborazioni professionali sono spesso stato incaricato dell’importantissimo ruolo di gestione della SEO on-page e off-page di più portali. Perché? Semplice: perché più in alto un sito è su Google e maggiori sono le possibilità di essere visti, captati e usufruiti.

In una strategia digital non può assolutamente mancare uno specialista SEO. Dev’essere inoltre una persona capace di realizzare dei contenuti realmente interessanti per il pubblico. Per quanto scontata, questa è una regola base che spiego sempre con l’esempio dei negozi fisici: tornereste in uno store bello, bellissimo ma nel quale appena entrate vi parlano in ostrogoto?
Proprio per questo una strategia SEO deve guardare sì, al motore di ricerca ma anche e soprattutto all’utente: catturarlo, coinvolgerlo, farlo rendere interessato al prodotto.

In ambito SEO ho curato diversi portali e ho acquisito diverse skills che ritengo necessarie per portare avanti bene un progetto. Ne elenco 10.

Skills SEO: quali sono necessarie?

Capacità analitica

Lavorare sulla SEO significa, innanzitutto, essere coscienti di quanto sia sul mercato. Oltre a essere costantemente aggiornato, mi dedico alla costante analisi dati SEO cercando di capire (e quando possibile, prevedere) l’andamento di un sito.
Per realizzare una strategia adeguata occorre infatti conoscere il prodotto e l’analisi costante è la prima, necessaria qualità che un SEO deve avere.

Confronto con i competitor

Come fate a creare una strategia senza un buon momento di confronto competitor? Un SEO non può non essere costantemente aggiornato su quanto i portali vicini stiano facendo, che siano miglioramenti della user experience interna come anche campagne di advertising di ogni tipo.
Il miglior modo per differenziarsi nel mercato è infatti proporre qualcosa di alternativo, e conoscere le armi altrui (on-page e off-page) è indispensabile.

Creazione di contenuti

Particolarmente dibattuta è la definizione di SEO Copywriting laddove si indica la realizzazione di contenuti secondo le regole SEO. Eppure, dato che The Content is King, è necessario che chi si occupi di SEO sia infallibile sotto l’aspetto grammaticale e sappia generare testi accattivanti.
Nel marasma della rete la precisione lessicale (e sintattica) è sinonimo di affidabilità. E state tranquilli, anche Google concorda.

Parliamo di CMS?

Un CMS consente l’immissione di contenuti sul web in modo da renderli fruibili agli utenti. Molte aziende ormai puntano a realizzarne di propri per potersi differenziare dai propri competitor.
Durante la mia carriera mi è capitato di relazionarmi frequentemente con WordPress, forse il più semplice. Ma anche Drupal e Joomla sono molto usati e rappresentano degli strumenti dinamici e intuitivi.

Basi di HTML e programmazione

Una cosa che avviene ormai spesso è vedere offerte di lavoro per SEO Specialist in cui si richiedono linguaggi di programmazione. O quelle per programmatori in cui è espressamente richiesta conoscenza dei tool di Google. La verità è nel mezzo: un buon SEO deve saper leggere l’HTML e saper identificare gli errori nel codice.
Nice to have? Conoscere almeno delle basi di PHP, SQL e JavaScript.

Cos’è una PBN?

Più risultati si hanno nei primi posti di Google e meglio si sta. Proprio per questo può essere utile la creazione di una Private Blog Network, con il fine di realizzare contenuti sempre nuovi e creare una rete di external links diretti verso un money site principale.
Ho curato diverse reti di questo tipo e devo dire che è una soddisfazione particolare quando si riesce anche a superare il main project!

Strategie di linkbuilding

Si tratta di una competenza che va appresa sul campo e che richiede una determinata accortezza. Che a Google piaccia o meno, realizzare una campagna di linkbuilding è facile (con l’attuale mercato) quando si decide di investire un budget in guest post, articoli e comunicati stampa.
Ma come si sa, questi contenuti devono apparire quanto più naturali possibili, arrivare da siti affidabili e vanno variati IP, ancore e contenuti.

Ottimizzazione di un sito

Spesso dei buoni contenuti da soli non bastano. Alcuni siti vengono penalizzati nelle ricerche per vari motivi: difficili da leggere, con file pesanti, codici sbagliati o non responsive. Questi sono tutti fattori da prendere in considerazione e che richiedono la necessaria ottimizzazione. Esistono vari tool che permettono di individuare facilmente le problematiche e correggere gli errori (sì, anche i 404).

Inglese

Prova a rileggere quanto scritto fino ad ora e conta le parole inglese che trovi. Fatto? Ecco: capirai perché la lingua anglosassone sia indispensabile per un SEO come per chiunque altro lavori nel digital.
Purtroppo, e te lo dico da laureato in lettere, non si può sfuggire all’utilizzo di un linguaggio specializzato. E d’altronde lo stesso acronimo è derivante dall’inglese: se vuoi fare questo lavoro, devi saperlo!

Curiosità e un pizzico di fantasia

Se non ti piace analizzare dati, conoscere novità e aggiornarti sempre, la SEO non fa per te.
Se non hai fantasia, non sei proattivo, non ti piace inventare o provare cose nuove, allora la SEO non fa per te.
Nella SEO quello che oggi funziona domani è antiquato e basta un cambio algoritmo di Google per cambiare tutto: occorre essere forti e preparati!